TRISTEZZA “SOTTO RETE” NEL GIORNO DI PASQUA

 La nazionale tunisina, felice per la vittoria al torneo, l’anno scorso

Ciao a tutti, spero che stiate trascorrendo delle felici vacanze.

Personalmente, sto dedicando questo tempo a fare l’interprete ad alcune squadre di pallavolo che stanno gareggiando al “Torneo Internazionale F. Cornacchia” rivolto a ragazzi e ragazze di tutto il mondo che hanno meno di 19 anni. L’obiettivo del torneo è quello di riunire ragazzi di nazionalità diverse e creare un clima di fratellanza e legami d’amicizia anche fra ragazzi le cui nazioni, per motivi politici o religiosi, sono in contrasto.                                                                                  

E sembrava che tutto stesse andando per il meglio, finchè…

Dovete innanzitutto sapere che mi sono state affidate due squadre: la Nazionale Inglese femminile, i cui allenatori e accompagnatori sono molto curiosi e aperti al dialogo e la Nazionale Israeliana maschile. Come potrete immaginare il clima che aleggia attorno a quest’ultima squadra è del tutto diverso da quello della prima, e generalmente di tutte le altre squadre. La tensione e la preoccupazione sono veramente altissime: già all’aeroporto, insieme ad Eugenia, ho capito che qualcosa non andava. La squadra è uscita dai controlli con ben due ore di ritardo, e diversamente da quanto era accaduto il giorno precedente, non ci è venuta incontro, ma si è avviata, quasi correndo, verso la nostra corriera. Era scortata da quattro guardie del corpo israeliane e da due uomini della Digos, i quali hanno diligentemente controllato ogni sedile della corriera prima che potessimo salire. Arrivati a Pordenone poi hanno fatto controllare le stanze dell’albergo e il luogo in cui mangiamo, in Fiera, ai cani e agli artificieri.

Ma questa tuttavia non è proprio una novità, anche l’anno scorso si era presentata la stessa situazione; se mi metto nei loro panni posso provare a immaginare la paura che hanno dentro, con quello che sono costretti a vivere ogni giorno.

Fra le 16 squadre maschili iscritte al torneo, come l’anno scorso, c’è anche la Tunisia: un gruppo davvero fortissimo, che l’anno scorso ha vinto il trofeo, avendo battuto l’India, allora campione in carica. Questa squadra ha raggiunto la semifinale, così come l’ha raggiunta l’Israele: la partita avrebbe dovuto disputarsi ieri alle 17.00, al palazzetto dello sport di PN.

Sarebbe stato uno scontro bellissimo, ma che non ha avuto luogo.

Ieri il palazzetto era quasi deserto: mi è venuto incontro un uomo della Digos e mi ha detto: “niente partita”. Cos’era successo? Vi riporto le parole dell’organizzatore dell’evento sportivo, apparse oggi sulla Gazzetta dello Sport (ormai il triste caso è risaputo):

 PORDENONE, 23 marzo 2008 – “Non giocate. Non ci sono motivazioni che dobbiamo darvi”. L’ordine, tanto inaspettato quanto perentorio, è arrivato questo pomeriggio, alle 15, dalle autorità tunisine al capo delegazione della Tunisia Rkaia Kamel. Risultato: Tunisia-Israele annullata. La partita, semifinale maschile del 26° torneo internazionale Ferruccio Cornacchia, in programma questo pomeriggio al Forum di Pordenone, non si è potuta disputare. “Ho incontrato Kamel per capire se c’erano margini di manovra – ha affermato Mauro Rossato, referente per le comitive straniere dell’organizzazione -, ma non è bastata nemmeno un’ora di trattative. Uno degli intenti di questa manifestazione è proprio quello di riunire ragazzi che in altri contesti non ci riuscirebbero, nel nome dell’amicizia e della pace. Abbiamo tentato di ricontattare il governo centrale ma non c’è stato niente da fare”.Sconsolati gli organizzatori: “Siamo molto amareggiati – ha detto Tiziano Cornacchia, figlio di Ferruccio alla cui memoria è dedicata la competizione -. Una cosa del genere non era mai accaduta prima in 26 anni e non ha nulla a che fare con lo spirito dell’evento. Ci tengo a dirlo: i ragazzi tunisini volevano giocare, ma hanno dovuto obbedire al dictat del loro governo per evitare eventuali ripercussioni”. E aggiunge: “L’anno scorso tunisini e israeliani erano assieme, in festa. Ma la politica evidentemente cambia tutto in fretta”. La squadra israeliana ha atteso mezz’ora dall’orario di avvio della gara e poi è stata dichiarata vincitrice a tavolino. 

Alcuni ragazzi tunisini hanno pianto per non aver potuto disputare l’incontro; i ragazzi israeliani camminano a testa bassa; io sono triste con loro, e molte domande mi affollano la mente:

-         è giusto che la politica entri nel mondo dello sport?

-         è giusto che dei ragazzi innocenti debbano pagare per le colpe dei loro padri?

-         è possibile che non si riesca a guardare al di là dei propri interessi personali?

E intanto la squadra è fuori dalla gara: ho incontrato un tunisino residente a Pordenone incredulo e tale era anche il dirigente dell’Israele, che sconsolato mi ha detto: “Sai quello che è successo… domani saremo in finale senza aver giocato”.

Finale che avrà luogo oggi al palazzetto dello sport di Pn alle 16.30:

 Nazionale Israele – Nazionale Italia. 

E…la storia continua.

Questa è la realtà con cui abbiamo e avremo a che fare oggi e… domani.

5 Risposte a “TRISTEZZA “SOTTO RETE” NEL GIORNO DI PASQUA”

  1. lorenzo900 Dice:

    Tanto per fare un po’ il sapiente, cerco di rispondere alle domande che hai posto…
    1) la politica ha il dovere di far parte del mondo, di tutte le cose, di ogni evento -penso -, ma, per quanto riguarda le persone, la politica deve solo sfiorarci, per quanto riguarda la nostra vita…e pensare a noi in quanto cittadini paganti le tasse (vale solo per chi le paga -parere personale!).
    2) No, ma succede sempre, dai libri, ai film, alla realtà.
    3) Mi conosci abbastanza, sono troppo diretto. Ti risponderei subito SI, poi cambierei idea imediatamente. Non credo si possa rispondere. è una di quelle domande che coinvolge il mondo, quindi non possiamo dare una risposta definitiva.
    Volevo concludere con un’osservzione…
    Dunque, questo avvenimento alla fiera di PN riguardava diversi Paesi. Noi abbiamo il brutto vizio di pensare che la guerra religiosa – chiamiamola così – di questi anni riguardi solo i Paesi coinvolti. Eppure, persino a PN, città con 55mila abitanti, questa guerra arriva e miete vittime.
    Che schifo.

  2. giuliarox Dice:

    Caro Lorenzo,
    grazie per le riflessioni.

  3. araldo90 Dice:

    1 La politica è il mondo. Quindi, partendo da questo presuspposto, non è esiste nulla al di fuori del privato, in cui la politica non ci metta il becco. No, non dovrebbe essere così; altrimenti viene meno il fondamento dello sport stesso.
    2 Come avvene a Mosca, il clima è molto simile. Solo che lì la partita si giocava da uomo a uomo, qui no. Allora in questo caso non si è alla pari e si viene ricattati. Hanno paura che il pallone venga contaminato?
    3 E’ una questione talmente complessa che la ci si tira dietro da quando è scaduto il protettorato britannico su Israele, circa 50 anni fa.
    Sono daccordo con Magdi Allam ” Non esiste un Islam moderato”. Fanno tenerezza i giocatori tunisini piangenti perchè volevano guadagnarsela e li ammiro. Il punto però è che vivendo in una società come la loro, che fa queste cose, mi stupirei se qualcuno, da adulto, non fosse completamente imbevuto di odio.

  4. giuliapen Dice:

    Cara Giulia,ciò che è successo è molto triste.Ho riflettuto.
    Con quale animo dobbiamo guardare al futuro, al nostro futuro quando tentativi di fratellanza e pace vengono blocccati in questo modo?
    Oggi pomeriggio sono andata alla ricerca nella mia libreria di un libro, “identità e violenza”di Amartya Sen che ho letto lo scorso anno.Tra i molti passaggi interessanti riporto questo:
    l’obiettivo nobile ed elevato di perseguire l’amicizia tra le persone , nel momento in cui viene visto in un’otica di amicizia tra civiltà, riduce repentinamente le molte sfaccettature degli esseri umani a una dimensione soltanto, mettendo la museruola a quella varietà di legami che, per molti secoli, hanno fornito terreno fertile e variegato a interazioni transnazionali, in campi come le arti, la letteratura, la scienza, la matematica,i giochi, la politica e altre sfere di comune interesse per gli esseri umani”.
    Voi cosa ne pensate?

  5. lorenzo900 Dice:

    Giulia (Pen), il passaggio che hai riportato lo trovo molto veritiero. Impotizza: secondo te, in un Paese come l’Italia che, anche se si dice il contrario, rimane parecchio “bigotto”, potrà mai la gente essere così…magnificamente aperta? Il fatto stesso che esistano partiti come leghe, che esistano istituzioni di criminalità organizzata…dimostrano che noi amiamo creare utopie.
    Ma io sono sempre troppo catastrofico!
    Buonanotte…

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