DALL’ AVVENIRE.
BATOSTA PER IL PS DI BOSELLI (DIMESSOSI)
IL PAESE NON SI RICONOSCE PIù NELL’ ESTREMISMO LAICISTA
FRANCESCO RICCARDI
Con l’avvento del digitale se n’è persa l’abitudine, ma i fotografi di vecchia scuolasanno che la qualità di un’immagine si valuta innanzitutto dal negativo: il gioco dei chiari e scuri, i contrasti, le zone ‘bruciate’ perché sovraesposte. È un criterio per abbozzare un’analisi anche di queste votazioni.
Esaminando i risultati degli schieramenti in controluce, puntando dietro la pellicola delle prime proiezioni il faro di quelli che per i cattolici sono alcuni dei valori ‘non negoziabili’: difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, valorizzazione della famiglia e del matrimonio, libertà di educazione.
E così già dai primi scrutini emerge innanzitutto chi ha perso, chi è stato penalizzato dall’elettorato: Sinistra l’Arcobaleno e Socialisti sopra a tutti. I primi escono travolti dalla prova delle urne: i quattro partiti che, alleati nell’Unione, avevano raccolto il 10% nel 2006 oggi oscillano drammaticamente fra il 3% e il 3,3%: una mutilazione che comporterà la loro esclusione perfino dalla Camera, oltre che dal Senato. Scenario simile, se non peggiore, quello che si delinea per i socialisti di Enrico Boselli: qui la forchetta delle proiezioni va dallo 0,8 quasi all’1%.
In ogni caso si tratta di un pesante crollo rispetto al già modesto 2,6% conseguito nel 2006 (erano alleati coi radicali nella Rosa nel pugno). Nella loro campagna erano arrivati a scomodare Gesù, «come primo socialista». Ma neppure un miracolo poteva salvarli da loro stessi. Dai manifesti elettorali, il Ps grondava indignazione per la (presunta) ingerenza della Chiesa nella vita politica: una percezione che evidentemente gli italiani non hanno, non avvertono. Boselli (ora dimessosi) ha ripetuto sino allo sfinimento che il primo problema del Paese era riconquistare il primato della laicità. E con questa modificare la legge sulla fecondazione assistita, riconoscere le unioni di fatto, accelerare sul testamento biologico. Poi, già che si trovava, avrebbe voluto cancellare anche il concordato tra Stato e Chiesa. Gli elettori, però, hanno dimostrato d’avere altre priorità, di nutrire sentimenti diversi. E così i socialisti non siederanno più in Parlamento.
Un addio, ci pare, senza rimpianti.
Certo, sui dati delle forze minori ha pesato molto la polarizzazione del voto intorno a Pdl e Pd, ma come non osservare che la sconfitta della Sinistra l’Arcobaleno (anche Bertinotti si è dimesso) potrebbe essere pure figlia della sovraesposizione su certi temi eticamente sensibili, di determinate battaglie condotte con cieca caparbietà nella passata legislatura. A cominciare dal tentativo di equiparare tutte le unioni, di affermare la teoria del gender – 5 generi al posto dei naturali maschio e femmina – di destrutturare la famiglia, considerata una tra le tante formazioni sociali, quando non addirittura mera ‘gabbia’, capace di produrre solo violenza e sopraffazione. È anche – forse, soprattutto – su questa visione dell’uomo che i cittadini hanno marcato la loro distanza da Bertinotti e compagni, così come da Boselli e amici.
Il sentire profondo del Paese – al di là delle specifiche differenziazioni politiche – è un altro, radicato su un’antropologia solida, che ha nel diritto naturale il suo corollario.
La fotografia dai contorni più nitidi del nuovo Parlamento sarà stampata solo nei prossimi giorni.
Ma l’affermazione dello schieramento moderato, il coagularsi intorno al Pd del fronte progressista – al cui interno, assieme a posizioni più radicali, non mancano certo i cattolici – e la presenza dell’Unione di centro addirittura quale terzo schieramento, assicurano per il momento una maggiore tranquillità sui temi della bioetica. Probabilmente si discuterà ancora di quali diritti individuali siano da assicurare ai conviventi, di come evitare ogni forma di accanimento terapeutico o di quali aggiustamenti eventualmente necessitino le norme sulla fecondazione assistita. Ma senza farne artificiose priorità e bandendo da subito gli estremismi più ciechi. E questo, oggi, non è risultato di poco conto.